Ardengo Soffici è stato uno dei grandi protagonisti della cultura del ‘900 che abbiamo avuto l’onore di ospitare nella nostra Vittoria Apuana.
Letterato, artista, critico d’arte, giornalista, poeta, uomo di profonda cultura, ha condizionato positivamente la cultura fiorentina prima, quella parigina poi ed infine quella nazionale, fondò nel 1913 la rivista “Lacerba”, nel 1955 ottiene il Premio Marzotto per la letteratura.
Nella prima metà del ‘900 compra casa a Vittoria Apuana e vi trascorre le lunghe estati, studiando, dipingendo e scrivendo articoli e critiche.
Vogliamo ricordarlo in occasione della ricorrenza della scomparsa del 19 agosto del 1964 proprio nella sua casa di Vittoria attraverso alcune semplici testimonianze.
Soffici conosce Ugo Guidi verso la metà degli anni ’50 e a seguito di una visita attenta allo studio e alle opere gli scrive una lettera che testimonia il lavoro e l’apprezzamento verso di lui, capace di evolversi nel rispetto di una tradizione scultorea. Lettera che sarà utilizzata come presentazione alla mostra di Guidi a Torino nell’ autunno del 1962 nella quale conclude con queste parole: ” Comunque sia, quello che posso dirle, in succinto, è che molto è stato il mio piacere nel seguire via via lo sviluppo del suo talento di scultore nel crescere della sua opera: la quale pone lei nella schiera dei migliori artisti di questo nostro pericolosissimo tempo. Forte dei Marmi, agosto 1962”.
Vittorio Guidi
Noi ragazzi di 11/12 anni giravamo con le nostre biciclette per Vittoria Apuana, sul viale a mare vedevamo spesso un signore che dipingeva su una tela e dopo avergli girato intorno gli chiedemmo “Che fai, pitturi?”, rispose sinteticamente “SI!”. “ Hai disegnato il capanno di Milietto”, rispose ancora “SI!”. Allora noi controllando quello che stava dipingendo e coraggiosamente affermammo:” E’ diverso, lo devi rifare!”. A quel punto l’artista, lasciando l’opera incompleta, chiuse la scatola dei colori e il cavalletto e rientrò a casa.
Alcuni anni dopo raccontai l’accaduto alla figlia Valeria che ricordava che suo padre rientrando si era lamentato di essere stato infastidito da alcuni ragazzi.
Claudio Lari, presidente Comitato Centenario di Vittoria Apuana
Faccio parte del comitato e mi piace ricordare la figura di Ardengo Soffici. I primi dodici anni della mia vita li ho vissuti nella sua casa in quanto i miei genitori ne erano i custodi. Soffici acquistò la proprietà che adesso è della signora Molinari, nel 1933 , frequentava la pensione Alpemare insieme a Marinetti e rimase affascinato dal luogo e dai colori che si sprigionavano sia con la luce del tramonto che del primo mattino. Non dipingeva soltanto davanti al cancello dell’ambasciatore Coppini ma anche dal terrazzo della camera di sua moglie, la signora Maria. Infatti un occhio attento nota che nella prospettiva si vedono i tetti dall’alto. Dell’uomo, dei parenti e degli amici conservo moltissimi ricordi.
Giannetta Roni